sabato 12 marzo 2011

Uno.

Si reggeva in piedi aggrappato al lampione della fermata del bus. Spense la sigaretta del vicino con lo sguardo, un mozzicone che vola in mezzo alla strada e la testa che gira più di una giostra. In fondo non era nulla di così diverso dal solito, a volte le crisi di coscienza e a volte quelle di astinenza... Ad ognuno il suo. Se gli ognuno coincidono è un problema, i difetti del bipolarismo: tutti vincono, tutti perdono. Lui vinceva e perdeva continuamente tentando di reggere in equilibrio i piatti di una bilancia di polvere, basta un soffio.

Salì sul bus, una vecchia dai denti marci lo squadrò da capo a piedi serrando le mani intorno alla borsetta. "Tieniti i soldi vecchia, oggi uccido la mia ombra". Il posto in fondo è sempre il migliore ma non sempre, solo quando ci si illude sia sempre così. Quando hai lo stomaco che ticchettìa come una bomba ad orologeria è meglio tenersi pronti ad una discesa fulminea. Compromesso, il posto a metà bus.

...la testa gira frà, la testa gira...

Pollice sul controller del volume, al massimo. Cuffie schiacciate dentro, a toccare l'ipotalamo. Testa che esplode, pezzi di cranio sui finestrini, materia cerebrale sulla tappezzeria dei sedili. Urla di gente spaventata, la vecchia che scende dall'autobus inorridita e l'autista che chiama un'ambulanza. E' tutto nella tua testa.

"Stupida vecchia, continua pure a guardarmi. Non sarò io, non sarete voi, non sarà questo fottutissimo autobus del cazzo a togliermi di mezzo. Oggi uccido la mia ombra."

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