Volevo riassumere gli ultimi due mesi, volevo scrivere un intervento in grado di riassumere i pensieri e i cambiamenti degli ultimi due mesi. Poi mi sono reso conto di non essere in grado, avrei dovuto immortalare ogni pensiero all'istante.
Ogni volta che archivio un pensiero per rielaborarlo nei giorni successivi mi ritrovo poi a cercare di cavare sangue da una rapa, si perde quella magia... Quella dell'istante, delle parole fluite a caso in successione, decise sul momento battendo sui tasti il più velocemente possibile per non perdere il filo. Volevo parlare di Lei, di una lei qualsiasi, del mio ego che s'è ripreso con gli interessi dalle cose accadute nell'ultimo anno. In generale volevo parlare con me stesso e basta, raccontarmi qualcosa per cui valesse la pena rimanere a leggere cose che so già, ma che mi rendo conto di sapere solo quando le ritrovo scritte sullo schermo del computer. Volevo parlare con qualcuno che si facesse i cazzi miei, perché in generale negli ultimi tempi ho ascoltato tanto e parlato poco, ascoltato tante cazzate dicendone poche. Il ché è strano. Per carità, sono sempre stato un buon ascoltatore, ma in questo momento mi sento più una spugna... Ho assorbito così tanto da ciò che ho intorno da non riuscire a metabolizzare i miei cocktail emozionali, tanto da non riuscire a scrivere nulla che mi piaccia realmente, che mi faccia sentire ralmente soddisfatto. E' una sensazione che ho già provato, so già che passerà prima o poi ma è fastidiosa. Volevo semplicemente ritornare alle mie stranezze, alle mie spedizioni suicide nei meandri della mente. Volevo tornare ad avere la capacità di parlare in un certo modo di certe cose ma poi ho notato che quando parlo di certe cose in un certo modo lo faccio perché ho il morale non a terra ma in un buco nero.
Per scrivere ed essere soddisfatto devo stare male. Essere felice del presente è una condizione piacevole ma incompleta proprio a causa della mancanza di soddisfazione derivante dalla scrittura. Stare male per stare bene, Cristo che schifo.
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giovedì 30 settembre 2010
Pensieri Random
Più noioso d'un arcobaleno monocromo.
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