Dovrei smontare l'albero di Natale e togliere le luci colorate dalla finestra ma non ne ho voglia, è tutto malinconicamente perfetto. Poco fa ho spento tutte le luci e l'ho acceso, l'albero, per fumare una sigaretta davanti alla televisione... Già, ho ripreso a vederla. Su Rete4 trovo dei film che mi piacciono e la cosa mi preoccupa perché fin da piccolo ho avuto fisso in mente lo stereotipo di Rete4 come canale per gente anziana che si rifugia nel proprio mondo guardando film d'annata, come il vino. Sto invecchiando, o forse sto conoscendo un secondo rientro nell'adolescenza... O forse la sto abbandonando momentaneamente, o ci sto entrando per la prima volta.
Ultimamente mi faccio un sacco di domande. Fino a poco tempo fa la domanda era solo una: "Perché?", mentre adesso gli interrogativi si sono moltiplicati e continuano a farlo giorno dopo giorno... Uno, nessuno, centomila "Perché?". Le risposte sono tuttavia semplici, è tutto frutto di decisioni mie e le scelte altrui vanno rispettate... Dannati plurisdoppiamenti della personalità, ogni mio io ha una seconda faccia e ad ogni faccia corrisponde un diverso alter ego.
E' un po' come tentare di montare un puzzle alla rovescia, con le tessere al contrario, con l'immagine coperta. Vedi tutto di un solo colore e tocca affidarti all'istinto, alla fortuna per andare avanti fino alla fine. Puoi tentare di riconoscere le forme ma queste appariranno tutte estremamente simili e finire per montare una nuvola sul prato non è poi un'ipotesi tanto lontana. Prima dicevo di andare avanti per forza d'inerzia, adesso vado avanti per forza di volontà e fortunatamente di quella ne ho a tonnellate quindi il problema è tuttavia relativamente circoscritto. In fondo si tratta di problematiche abbastanza futili se viste dall'esterno ma come ha detto un genio anni fa "Scrivere poesie non è difficile. Difficile è viverle." quindi restano cazzi miei e mi tocca averci a che fare.
A volte credo che tutto questo sia frutto della mia immaginazione o, più semplicemente, frutto della mia convinzione... Un volersi creare un problema da risolvere per avere uno scopo. Molti dicono sia masochismo e forse hanno ragione. Io potrei uscirmene col colpo di classe spacciando tutto ciò per una religione, dato che il mio credo non lo si può classificare come tale. E' più uno stile di vita misto a diversi sistemi filosofici fusi assieme e trattenuti dai parecchi fili di cotone bianchi, blu e neri che mi serrano il polso destro.
La persona con la sensibilità più spiccata che conosca una volta mi ha detto che "Per sempre" è un'espressione bellissima, ne va colta la vera essenza. E io rimarrò così per sempre andando in giro raccogliendo quadrifogli per gli altri.
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sabato 9 gennaio 2010
domenica 3 gennaio 2010
Il Pulsante.
"Premere un pulsante per riavviare".
E se su quel pulsante ci fosse scritto "Eject" e io non avessi un paracadute? Con l'adrenalina in vena e la paura di schiantarmi lo premerei comunque. Tanto vale provare.
E se giunta la fatidica ora mi ritrovassi in un ascensore... Due pulsanti, con uno in Paradiso e con l'altro all'Inferno. Niente etichette, solo pura casualità. Finita la conta finirei per premerne uno o forse dovrei stare lì ad aspettare? Aspettare cosa poi...
Un pulsante di autodistruzione, quello servirebbe. Click, fine. O un pulsante per riavvolgere il nastro, anche se probabilmente rifarei tutto allo stesso modo. O un pulsante per andare avanti, veloce. Uno, cinque, dieci anni in un click... Anche solo dare una sbirciatina e tornare. Troppo facile, troppi film.
Che poi mi da anche fastidio sta cosa, sto diventando vittima di me stesso. O forse sono solo stanco. Forse domani faccio la barba.
Buonanotte, click.
E se su quel pulsante ci fosse scritto "Eject" e io non avessi un paracadute? Con l'adrenalina in vena e la paura di schiantarmi lo premerei comunque. Tanto vale provare.
E se giunta la fatidica ora mi ritrovassi in un ascensore... Due pulsanti, con uno in Paradiso e con l'altro all'Inferno. Niente etichette, solo pura casualità. Finita la conta finirei per premerne uno o forse dovrei stare lì ad aspettare? Aspettare cosa poi...
Un pulsante di autodistruzione, quello servirebbe. Click, fine. O un pulsante per riavvolgere il nastro, anche se probabilmente rifarei tutto allo stesso modo. O un pulsante per andare avanti, veloce. Uno, cinque, dieci anni in un click... Anche solo dare una sbirciatina e tornare. Troppo facile, troppi film.
Che poi mi da anche fastidio sta cosa, sto diventando vittima di me stesso. O forse sono solo stanco. Forse domani faccio la barba.
Buonanotte, click.
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Più noioso d'un arcobaleno monocromo.
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