Un blog, mi sono detto di fare un blog. Ancora una volta. E' passato quasi un anno da quando ho abbandonato l'ultimo, quasi due da quando scrissi il primo post... A volte alcune cose è necessario rimangano in un determinato modo. Non sempre possiamo riscrivere le pagine del nostro libro ma, ovviamente, strappare le pagine non è mai una buona idea. Cosa fare? Beh me lo sto chiedendo da un po' ormai. Da circa tre mesi ho cominciato una nuova vita... Nuova città, nuovo ambiente... Tutto nuovo. Il motivo non lo conosco neanche io, riesco soltanto a darmi diverse scusanti, autoprese per il culo.
E' una dannata dipendenza dalla scrittura, non posso farci niente. Ho provato diverse volte a fare delle pause, non funziona mai. Alcuni potrebbero consigliare di tenere un diario personale... Perché parlare pubblicamente dei cazzi miei? Forse perché quando scrivo, bene o male, tutti quelli che conosco vengono tirati in ballo anche se spesso non me ne rendo conto neanche io. Se parlo di qualcuno mi pare quantomeno corretto quel qualcuno possa leggere. E' un po' come giocare a leggersi nella mente, io in questo vi do un vantaggio ricevendo in cambio... Beh non ho ancora capito tutto questo a cosa possa portarmi se non a riflettere sempre di più sui soliti, vecchi e logori argomenti. Ci scrivo canzoni, ci scrivo semplici frasi... Resta sempre la solita storia. E' come se scrivendo mi rendessi conto di ciò che vivo realmente, solo che a volte mi viene il dubbio di parlare di aria fritta e quindi vado in down. In quei casi finisco per passare la nottata in dormiveglia con le cuffie dell'iPod al massimo immaginando (o sognando?) strane situazioni, da risse a passeggiate notturne, in base al ritmo dei pezzi sparati contro i miei poveri neuroni.
Se fossi un cyborg, uno di quegli androidi alla Asimov, sarei sicuramente uno di quelli che riuscirono ad aggirare le Tre Leggi della Robotica. Col cazzo che mi fotti. Però non è così, sono umano anche io, purtroppo. Ergo vengo perennemente fregato dalle Tre Leggi dell'Umanità:
1. Se puoi soffrire, fallo più a lungo possibile.
2. Se non vuoi soffrire, illuditi di aver trovato una soluzione ai tuoi problemi.
3. Rovìnati per stronzate.
Quantomeno ho la soddisfazione di essere un umano modello, le seguo alla lettera.
Accendo un'altra Marlboro. Questa volta il pacchetto non può mettermi in soggezione, le scritte in russo mi risultano felicemente incomprensibili. Per la prima volta dopo tre anni noto come il fumo delle sigarette alla luce delle lampade a basso consumo sembri davvero azzurro come hanno scritto diverse persone nei loro libri.
I libri... Mi sono sempre illuso di averne letti un sacco. Un giorno mi sono fermato ad elencare su un file del blocco note quelli che ricordavo. Non sono arrivato neanche a cinquanta. O la mia memoria comincia a vacillare o, ancora una volta, mi sono convinto di aver fatto cose che poi non si sono mai verificate... Nulla di nuovo, mi deludo rendendomi conto di non aver raggiunto livelli che ho sempre pensato mi appartenessero di diritto.
I libri... Ho provato anche a scriverli. La prima volta che ho scritto una storia avevo cinque o sei anni, un concorso per un fumetto. Vinsi. La penultima volta che ho provato a scrivere una storia volevo fare un romanzo. Quando prendi spunto dalla tua vita è facile scrivere. Quando prendendo spunto dalla tua vita non sai più cosa scrivere dopo cinque pagine di Word invece ti domandi se forse i tuoi quasi vent'anni non siano stati un po' troppo piatti. Gli svantaggi del lasciarsi vivere. L'ultima volta che ho provato a scrivere una storia mi è venuta una gran bella idea ma giunto il momento di far compiere una scelta importante al protagonista mi sono arenato. Guarda un po', esattamente come nella realtà. Faccio scelte di continuo, ognuno di noi fa scelte più o meno rilevanti di continuo. Io mi limito a scegliere cosa mi sembra giusto in quel determinato momento... Si rivela sempre la scelta sbagliata. Sono un errata corrige vivente.
Ancora una volta sto scrivendo e si tratta della mia storia. La mia personale storia in questo mondo impazzito. Sono un abitudinario fissato con le routine. A casa ho il mio bicchiere, la mia tazza. Quando ho cambiato portafoglio l'ho ricomprato uguale, un Eastpack blu. Quando il suo accendino si è finito l'ho ricaricato... Non so neanche quante volte, ci sono andato avanti qualcosa tipo tre mesi e mezzo. Poi avevo paura si rovinasse e l'ho sostituito con un Bic. Sto distruggendo le mie Dunk High facendo tutti questi chilometri, ricomprerò lo stesso modello ma di un altro colore, ritorno di fiamma del nero. Le routine mi ammazzano, ma è vero allo stesso tempo siano la mia salvezza. Forse è per questo che mi manca così tanto. Quando ci conoscemmo fu subito alchimia: cominciammo a mandarci messaggi di continuo e andammo avanti fino alle quattro del mattino per mesi, ogni giorno portavo l'Infinity al limite. Spesso mi capita di arrivare ancora sveglio a quell'ora, ma i messaggi non arrivano più e in media me ne restano più o meno ottanta, ottantacinque da mandare. Adesso anche pensare diventa difficile. Devo continuamente pensare che non devo pensarla... E via col circolo vizioso. La cosa divertente è che le ho provate tutte, ho anche provato a fissarmi con altre. Un cazzo. Una è addirittura diventata come una sorella e mi tocca spiegarle all'una di notte cos'è un radiatore, vai a capire...
A volte vorrei passasse, a volte mi limito ad "accettare e raccoglierne i frutti". Perché, sembrerà incredibile, ma da allora mi sento un altro, sia in meglio che in peggio. Ma mi piace come sono, mi piace come scrivo, mi piace come penso. Sono arrivato a provare la cosa più forte che riesco ad immaginare. Sono arrivato ad odiare in una maniera così pura e distillata da continuare ancora, nonostante tutto, ad amare. Ma sono arrivato anche alla fine. Mi rendo conto che quando i miei genitori e i miei amici dicono che da un paio d'anni sono diventato molto più chiuso, molto più incazzato, molto più instabile... Forse hanno ragione. Ma quando sai già che non ci sono soluzioni ad un problema cosa fai? Abbandoni. Ma io su sta palla di fango non mi sono mai arreso e non vedo neanche un motivo valido per farlo. Speranza? No. Ho smesso di sperare da un po'.
La mia nuova filosofia di vita mi porta a pensare tutto scorra come in un fiume, siamo tutti vittima della corrente, tutti burattini in mano al destino... Io sarò il pesce che infrangerà la superficie di quel fiume. Sarò il burattino che taglierà i fili e darà tanti di quei calci in culo al burattinaio da fargli pentire di avermi creato. Io combatto con un cerchio alla testa su un quadrato per uscire dal triangolo. Posso fallire, posso cadere non una ma anche un miliardo di volte... Ma mi rialzo. E quando mi rialzo, alla fine, sono cazzi tuoi.
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mercoledì 2 dicembre 2009
Pensieri Random
Più noioso d'un arcobaleno monocromo.
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